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Il Lunedì del Delfino

C'è ben poco da ridere

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Ha tenuto banco, durante la scorsa settimana, l’ennesima dichiarazione del presidente Sebastiani al microfono della tv amica con sede a Chieti. Probabilmente ancora infastidito per le critiche ormai quotidiane, ma soprattutto per la questione dei bilanci non veritieri, aveva affermato, come sempre senza contradditorio, ma con un timidissimo e inutile tentativo del reggi microfono di anticipargli qualcosa, che “in settimana ci saremmo fatti quattro o cinque risate”. In effetti, leggendo i commenti sui social, volendo c’è parecchio da ridere, peccato che per il povero Delfino non sia così e ormai da molti anni.

Forse non sapremo mai a cosa si riferisse il presidente, ovvero il motivo che avrebbe dovuto scatenare questa breve, ma intensa ilarità. Magari parlava in plurale maiestatis e le risate in questione riguardavano accadimenti personali, da non condividere con la tifoseria. Chissà? In fondo non è poi così importante approfondire la materia, non è stata la prima volta e sicuramente non sarà l’ultimo dei tanti temi lasciati in sospeso.

Nel frattempo continua a festeggiare e inaugurare nuovi progetti, in barba alle sue stesse affermazioni che lo descrivono ostaggio della Pescara Calcio.

Vorremmo provare, per l’ennesima volta, a far capire a chi non vuole, quale sia il vero problema che attanaglia il Delfino: gli scarsi risultati che giungono dal campo! Qualche tifoso nei giorni immediatamente successivi all’arresto dell’ormai ex presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, ha fatto notare come questo eccentrico personaggio stia giustamente iniziando a pagare per i suoi “errori” e comunque sarà la giustizia ordinaria ad occuparsene, ma che in questi ultimi anni la squadra doriana ha sempre presentato una Rosa competitiva. Pur non potendo certo gioire per quanto sta accadendo alla società, che in ogni caso potrebbe anche essere risparmiata dal naufragio del suo ex numero uno, la tifoseria blucerchiata non ha certo avuto motivo di lamentarsi, negli ultimi campionati, per quanto visto in campo. In sintesi, a chi ama il Delfino, a coloro che vanno allo stadio, a chi da sempre segue con passione le sorti dei colori biancazzurri, non importerebbe granché di ciò che il loro presidente gestisce al di fuori della società. Si arricchisca pure, combini tutti gli affari possibili, purché ne risponda personalmente e, soprattutto, allestisca organici competitivi, perché i tifosi solo questo desiderano: un Pescara vincente e che faccia divertire. Che senso ha vantarsi per avere sempre pagato gli stipendi? Di avere sempre iscritto la società ai campionati? Di saldare regolarmente le tasse? Queste non sono azioni da supereroe, ma il minimo sindacale per chi gestisce le sorti di una squadra. Ce ne sono alcuni che non fanno nemmeno queste cose ovvie? È vero, ma ce ne sono anche tanti altri che invece lo fanno regolarmente e si incensano solo, semmai, in caso di vittorie.

Come al solito poco spazio per l’ormai inutile cronaca. Da segnalare la terza vittoria consecutiva contro una formazione impelagata nella lotta per non retrocedere fra i dilettanti, questa volta a Imola, con un fortunoso goal del solito Franco Ferrari nel secondo tempo. Quarto posto in classifica al termine del girone d’andata, a pari merito con il Matelica, prossimo avversario dopodomani ad Ancona, con fischio d’inizio alle ore 18. Seguirà la lunga sosta natalizia, con la ripresa prevista il 9 gennaio 2022, all’Adriatico avversario la Carrarese. Quattordici i punti di ritardo dalle due capolista, Reggiana e Modena e otto dalla terza, il Cesena, che si giocheranno l’unico posto disponibile per salire in serie B.

 

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