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Il Lunedì del Delfino

Una sconfitta dolorosa, sarà da stimolo per la volata finale?

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La peggiore prestazione di Gianluca Lapadula, combinata a quella tutto sommato mediocre, rispetto agli abituali standard, di capitan Memushaj, è coincisa con una bruciante sconfitta in terra sarda, dopo ben nove risultati utili consecutivi (sette vittorie e due pareggi), la prima del 2016; l’ultima battuta d’arresto risaliva, infatti, all’8 dicembre scorso al Mario Rigamonti di Brescia, quando le Rondinelle lombarde s’imposero con un perentorio 2 - 0.

Fortunatamente il Crotone, nel matinée domenicale, non è andato oltre il pareggio a Salerno, mantenendo quindi inalterate le speranze, per il Delfino, di agguantare la seconda posizione in graduatoria. A questo punto, lo scontro diretto in programma alla 32ª giornata, nel posticipo serale di lunedì 21 marzo, diventa sicuramente decisivo.

La gara del Pescara è stata ampiamente analizzata negli ultimi due giorni, concedendo ai cronisti una miriade di spunti. Gioco nuovamente spumeggiante, specie nella prima frazione di gioco, dopo le ultime prestazioni stranamente poco lucide, che avevano evidenziato un regresso tecnico preoccupante. L’ennesima dimostrazione di quanto siano davvero decisive, in negativo, le assenze di Hugo Campagnaro, leader incontrastato di una difesa altrimenti facilmente perforabile, soprattutto quando il centrocampo perde il possesso della palla, prestando il fianco agli inserimenti dei centrali avversari.  Arbitraggio abbastanza casalingo, per non dire altro, con alcune decisioni almeno discutibili. Insomma la sconfitta, per quanto immeritata, si è potuta spiegare in vari modi.

L’incipit di questo editoriale, non è pertanto casuale, al contrario si aggancia alle continue dichiarazioni di Mister Oddo, che anche dopo questa sconfitta, non smette di proclamarsi certo di arrivare alla promozione diretta, ma si tratta davvero di convinzione o, come invece appare più probabile, è un modo per esorcizzare la paura di dover affrontare gli eventuali play off, con una squadra certamente stanca e priva dei suoi uomini di maggior spessore tecnico e caratteriale? Oltre al capitano, nazionale albanese in vista degli Europei di giugno, anche il bomber potrebbe accettare il richiamo della Coppa America del Centenario, da disputarsi con la maglia del Perù; ci sono i tanti under 21, anch’essi in odore di eventuali convocazioni, ma soprattutto le sempre precarie condizioni fisiche di Campagnaro, che non potrà garantire, nella migliore delle ipotesi, continuità di presenze. Insomma, anche partendo in pole position, con il terzo posto finale, i play off, comunque, una “lotteria” a prescindere, potrebbero diventare una vera e propria beffa per i colori biancazzurri e Massimo Oddo lo sa molto bene.

Se è vero che l’aver assistito, da tifosi, all’inopinata debacle del Sant’Elia, ha fatto soffrire parecchio, ebbene non ci resta che ricordare la forse, più celebre frase mai pronunciata dal grande campione inglese Wayne Rooney: “Più dolorosa è la caduta, più trionfale sarà la risalita”.

L’aspetto positivo della sconfitta di Cagliari, come ci insegna spesso la storia del Calcio, è che dopo una simile gara, scatta qualcosa nella testa dei calciatori, soprattutto se guidati, come nel nostro caso, da un grande motivatore, quale certamente è Massimo Oddo. I tifosi, dimostrando una maturità non comune, l’hanno ben compreso, accogliendoli all’arrivo in aeroporto da vincitori. Un mix di sensazioni che sapientemente miscelate potrebbero rivelarsi letali per qualunque avversario, a partire dall’Ascoli del prossimo turno e fino al termine della stagione.

 

 

 

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