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Il lunedì del Delfino

Dopo la nebbia...il sole dell'Adriatico

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Le nebbie piemontesi che lunedì scorso hanno impedito lo svolgimento dell’anticipo della 10ª di campionato, ci hanno consegnato un Delfino riposato e pimpante che ha letteralmente demolito, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto da quello fisico, l’ex capolista Crotone.

La crescita della squadra, al di là del vantaggio sopra esposto, appare esponenziale, gara dopo gara, tanto in termini di gioco corale, quanto di calcio espresso dai singoli. Il credo dell’allenatore sembra essersi impossessato dell’intero organico, forse ancor prima di quanto lui stesso auspicasse. Nelle difficoltà incontrate in questi primi mesi (infortuni e assenze per le Nazionali), sembra che i biancazzurri abbiano tratto la forza per emergere prepotentemente, a dispetto di chi, dopo la netta sconfitta di Livorno della prima giornata (con una formazione, lo ricordiamo, largamente incompleta), aveva già profetizzato l’imminente esonero del tecnico angolano.

Più che gli schemi, certamente ben eseguiti, ci piace rilevare l’ormai appresa capacità del Pescara di riuscire a modulare l’intensità del gioco nel corso dei 90’: abbiamo notato come, immediatamente dopo la quarta segnatura per opera di Gianluca Caprari, esattamente allo scoccare della prima ora di gioco, Mister Oddo abbia comandato, con gesti tanto discreti quanto paternamente autoritari, ai suoi, di alzare il pedale dell’acceleratore; e infatti l’ultima mezz’ora, goal della bandiera calabra a parte, ha rappresentato, per entrambe le compagini, poco più che un allenamento, nel corso del quale il tecnico “campione del mondo” ha anche approfittato di questo clima soporifero per far riassaporare il profumo dell’erba dell’Adriatico a Marco Sansovini. Spesso questi atteggiamenti, nel mondo del calcio, vengono mal digeriti, sia dai tifosi sia dalla critica, ma in questo caso appare corretto sottolinearne esclusivamente gli aspetti positivi, che si sono esplicati, fra l’altro, in un sano risparmio di energie (domani pomeriggio si recupererà l’incontro con il Novara), oltre che in un doveroso segnale di rispetto nei confronti degli avversari, apparsi alquanto a disagio a quel punto, non escludendo che se gli adriatici avessero continuato a premere, gli animi avrebbero anche potuto surriscaldarsi, alla luce anche delle precedenti decisioni arbitrali, dobbiamo riconoscerlo, fortunosamente propizie ai padroni di casa; che questa versione dei fatti sia, a dir poco, molto vicina alla realtà, l’ha confermato anche l’atteggiamento in panchina di Ivan Jurić, l’allenatore croato degli ospiti, che, da alcuni gesti impercettibili ai più, ha mostrato intelligentemente di gradire la scelta del collega.

Sui singoli, poco da dire che non sia stato già abbondantemente scritto nelle cronache a caldo, ma va posto l'accento sulla prova di Vincenzo Fiorillo, davvero eccellente, senza le cui splendide parate non sarebbe sembrato tutto così semplice.

L’ex Federico Melchiorri, a distanza di alcuni giorni dalla sconfitta del Cagliari al Giovanni Cornacchia, aveva dichiarato di essersi calcisticamente innamorato del suo successore, Gianluca Lapadula … beh, se continua così, riteniamo che saranno davvero in tanti a perdere la testa per l’attaccante torinese!

Nella speranza che i battibecchi societari fra il Presidente e l’ormai ex Amministratore delegato non distraggano minimamente la squadra, non ci resta che attendere il risultato dei prossimi due incontri per avere le conferme di quanto, in positivo, abbiamo finora costatato.

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