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Visita di Renzi a Pescara, Azione Civile Abruzzo: "No alle mostre sui media"

| di Azione Civile Abruzzo
| Categoria: Politica | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il 10 novembre è attesa la visita a Pescara del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, per quattro incontri che si concluderanno nella sala consiliare comunale con una conferenza sulle “ragioni del si” al referendum confermativo della contro-riforma costituzionale imposta dal governo al Parlamento dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale.

Azione Civile Abruzzo condanna fermamente il comportamento del Presidente Renzi, e del governo tutto, portando all’attenzione dei cittadini due questioni fondamentali per le sorti del Paese, e sollevando quesiti urgenti di legittimità e opportunità alle Alte Cariche dello Stato, agli organismi di controllo e garanzia e al Parlamento.

Non è più tollerabile assistere impotenti alla deriva economica, sociale e politica di un Italia ormai stremata, costretta a subire da oltre due anni la campagna elettoral-refendaria di un governo mai eletto in cerca di legittimazione perpetua, che spinge il debito pubblico a livelli mai visti prima, genera nuova spesa corrente e improduttiva per 5 miliardi al mese, istituzionalizza la precarietà e assiste inerte al dilagare della povertà e della disoccupazione, e ci spinge urlando fuori dall’Europa mentre sperpera denaro pubblico per il soccorso di banche e banchette a danno dei risparmiatori. Forse, ma non ne siamo sicuri data la sua composizione e il tipo di sostegno di cui gode, se il governo Renzi si fosse impegnato nella gestione della Cosa Pubblica invece di bloccare i lavori parlamentari nella revisione costituzionale ed elettorale, ed negli ultimi mesi anche quelli del Senato dove la maggioranza non esiste più, la situazione del Paese e dei cittadini non sarebbe così drammatica.

È altresì inammissibile che il Governo, e il suo Presidente del Consiglio, siano gli ideatori, promotori e testimonial della revisione forzata della Carta Costituzionale, durante i lavori della quale i Padri Costituenti dicevano che “i banchi del governo devono rimanere vuoti”. Ed è inconcepibile che ogni giorno i suoi principali esponenti vaghino per l’Italia e si affaccino da tutti i media pubblici e privati per reclamizzare le “loro” riforme, con buona pace dei diritti di pluralità, democrazia e par condicio. E di tutti coloro che sostengono la necessità di “non personalizzare” una materia così importante come la Costituzione che appartiene a tutto il popolo italiano!

Chiediamo quindi al Presidente del Consiglio di tornare ad occuparsi dei compiti di governo per i quali fu nominato e viene da noi stipendiato, e ai Presidenti della Repubblica, delle Camere, alle Commissioni di Vigilanza e all’Autorità Garante delle Comunicazioni di condannare e fermare questa “invasione” dei membri del governo sui media e nelle piazze. 

Azione Civile Abruzzo

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