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La rotta del successo imprenditoriale sull'asse Pescara Dublino con Enry's Island

Presentata oggi a Pescara la nuova sede dell'incubatore di startup con sede anche in Irlanda

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Sull'asse Pescara Dublino passa la rotta per il successo.

Nel capoluogo adriatico, in via Parini 21, questa mattina è stata inaugurata la nuova sede dell’incubatore di startup Enry’s Island.

Enry's Island, definita dal payoff "Business Creation", è una startup incubator che differisce dal modello tradizionale - spiega l'accellerator leader Davide Bottino - accogliamo startup a livello internazionale e anche locali. Il nostro team offre un supporto di marketing ad un prodotto già esistente; l'idea è quella di avere un concept appetibile sul mercato.

Questa mattina - continua Bottino - inauguriamo la nuova sede della Enry's Island alla presenza del Founder Luigi Rinaldi, del presidente Michele Constabile e del docente della LUISS Andrea Prencipe.

Enry's Island accoglie startup selezionate per trasformarle in aziende di successo. Ogni startup che si presenta su Enry's Island, viene valutata considerando tre fattori fondamentali: idee, competenze e capitali.

  • idee: ci si concentra sulla valutazione di quanto l’idea sia valida, realizzabile e scalabile ed eventualmente integrabile grazie al nostro background; ci sono idee alle quali basta aggiungere qualche integrazione perché diventino buone. Il business deve essere competitivo e devono conoscersi le minacce del mercato e i punti di forza e svantaggio dei competitor;
  • competenze: si valutano le competenze dei membri dello startup team e si definendo eventuali integrazioni da apportare. Si parla di competenze diverse, tecniche, grafiche, legali, di sicurezza, commerciali, di amministrazione, settori nei quali non si possono lasciare lacune. Il team di Enry's Island valuta queste lacune e le colma;
  • capitali: devono arrivare da una buona strategia finanziaria; si valutano quali risorse economico-finanziarie siano state investite fino a quel momento, si definiscono le necessità finanziarie supportandole con l’IRM (Investor Relations Management) ed il fundraising (verso business angels, venture capital e crowdfunding);

Una volta terminata la valutazione si decide se la startup può essere accolta sull’isola e si definisce un programma personalizzato di integrazione dei tre precedenti fattori.

Più che incubatori  - spiega Luigi Valerio Rinaldi - siamo ‘creatori di startup in quanto ci piace essere parte attiva nel processo di “concepimento” del business.

Enry's Island è un'isola ideale con obiettivi ambiziosi, ci piace essere attenti alle tecnologie.

 

Le startup - dichiara Michele Constabile - devono essere collegabili alle imprese e ai governi attraverso gli investimenti. Nelle startup ci sono dei margini di fallimento chiamati "misfatti", ridurre il tasso di fallimento è l'obiettivo di Enry's Island. Il fallimento può essere ridotto attraverso la riduzione dell'investimento dei capitali, qualora si ravvisa un "abort investiment".  Non ci può essere una visione "miope", non tutte e startup infatti seguendo lo stesso modello possono ottenere lo stesso risultato e successo.

Per evitare il fallimento di una startup occore lavorare in team e non singolarmente, il successo di un'azienda deriva proprio da questo. Il successo di un'idea imprenditoriale non è assumersi il rischio ma condividere quest'ultimo con gli altri: questo processo è chiamato risk sharing.

La domanda che sorge spontanea è: quali sono le idee fattibili e traducibili nella realizzazione di un'azienda e quali no? La risposta sta nel valutare se dopo l'idea esiste già un prodotto disponibile, una piattaforma organizzativa che supporta queste potenziali aziende. Enry' s Island valorizza le idee dell'imprenditore che, a nostro avviso, da solo non diventerà "grande"

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