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CFD sotto indagine nel 2021: saranno ancora permessi?

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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I CFD (contacts for difference) sono uno strumento finanziario derivato altamente controverso. Liberamente accessibile agli investitori europei e di tutto il mondo, sono invece messi al bando negli Stati Uniti, dove la SEC li ha proibiti in seguito alla crisi del 2009.

Ma come funzionano i contratti per differenza e perché sono stati messi sotto osservazione per il 2021?

Come funzionano i CFD: investire sui prezzi

I CFD, come il nome stesso indica, sono contratti di vendita o di acquisto di un determinato bene che si basano sulle sue variazioni di prezzo.

Detto altrimenti, operando con i CFD è possibile “acquistare” il rialzo o “vendere” il ribasso di un titolo senza che questo comporti il reale possesso dell’asset. Si tratta, dopotutto, di strumenti derivati.

Essi, appunto, derivano da un titolo finanziario senza implicarlo fisicamente nella transazione ma dipendendo da esso esclusivamente per la quotazione.

Questo li ha resi particolarmente apprezzati dai trader in quanto risultano essere estremamente flessibili e privi di complicazioni burocratiche per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi e le tassazioni da applicare alle operazioni.

Il possesso diretto di titoli finanziari, infatti, specialmente in Italia, comporta non pochi passaggi burocratici. I CFD, essendo scambiati sui mercati OTC, permettono di bypassare quest’ultimo aspetto.

A questo si aggiunge il fatto che numerosi broker che offrono la possibilità di investire con i CFD includono nei propri servizi anche il calcolo automatico delle tasse sugli investimenti.

Per alcuni mercati, come le materie prime, il Forex, le criptovalute o gli ETF, dunque, i CFD sono pressoché d’obbligo. Per quanto riguarda il mercato degli indici e delle azioni non sono pochi gli investitori che rimangono fedeli agli scambi tradizionali.

Ma perché i CFD sono stati posti sotto indagine?

CFD proibiti negli USA: i motivi

La motivazione principale dell’interrogazione sulla validità dei CFD è da attribuire al divieto imposto dalle autorità finanziarie americane. La crisi del 2009 ha traumatizzato il mercato statunitense degli strumenti finanziari, permettendo alle autorità di imporre ulteriori restrizioni agli strumenti derivati in circolo sui mercati ufficiali.

Questo ha portato all’esclusione dei CFD i quali, rispetto ad altri strumenti a maggior rischio (citiamo ad esempio, i BTO), sono scambiati su mercati accessibili anche ai privati investitori e non fanno parte dell’enorme mondo delle transazioni di shadow banking, che si sviluppano in parallelo agli scambi ufficiali.

Come mai?

Ebbene, permettendo di investire non solo al rialzo ma anche al ribasso, i CFD rappresentano un rischio per le operazioni di controllo dei prezzi. Si tratta di strumenti flessibili, che permettono la gestione di operazioni finanziarie anche nell’arco di poche ore.

Questo significa che, ad esempio, in caso di crollo dei mercati, i divieti di vendere allo scoperto alcuni titoli può poco contro gli investimenti in CFD. Questi possono essere aperti anche poco prima dell’intervento del divieto e, dunque, continuare ad essere considerati validi.

I CFD al tempo del Covid-19: le vendite allo scoperto nel 2021

Un rischio, dunque, quello dei CFD che è aggravato dal fatto che questi sono disponibili a chi fa trading online. Volendo chiunque può, dall’oggi al domani, aprire una posizione di investimento con i CFD.

Se una sola persona influenza il mercato in maniera quasi impercettibile, milioni di investitori invece possono cambiare nettamente le carte in tavola.

Ne è stato un esempio Marzo: il crollo delle Borse mondiali ha costretto numerose autorità finanziarie a salvaguardare le aziende più colpite vietandone la vendita allo scoperto delle azioni. Un esempio? La CONSOB italiana si vide costretta a fermare tutte le vendite allo scoperto su società come la Juventus le quali, in seguito al fermo delle attività sportive, rischiavano il collasso durante il primo lockdown.

Allo stesso tempo, tuttavia, il trading online diviene un porto sicuro per numerose persone durante le fasi più buie della pandemia: investendo da casa, infatti, è possibile ricavare profitti anche se non si può accedere alla propria professione abituale.

Per questo motivo in Europa i CFD restano assolutamente legali sebbene gli investitori debbano mantenersi aggiornati circa le comunicazioni delle autorità finanziarie sulla liceità dei loro investimenti.

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