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D’Alfonso esclude volutamente il Consiglio comunale di Pescara dal processo costitutivo de La Nuova Pescara

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“Il Governatore D’Alfonso ha deciso di escludere volutamente il Consiglio comunale di Pescara dal processo costitutivo de ‘La Nuova Pescara’, eludendo l’obbligo di chiedere all’Assemblea civica, democraticamente eletta dal popolo, di esprimere un parere di merito che non è facoltativo. Quel parere è infatti previsto dalla legge regionale 44 del 2007 che richiede esplicitamente di sentire i Consigli municipali. È quanto emerso in Conferenza dei Capigruppo su dichiarazione del Presidente del Consiglio comunale Pagnanelli che ha dichiarato il mancato coinvolgimento dell’Assemblea. Ovviamente non permetteremo ad alcuno, men che meno al Presidente della Regione, di bypassare il parere di chi siede sullo scranno di un’aula consiliare non per nomina politica, ma per volontà dei cittadini e, a nostra volta, notificheremo al Consiglio regionale la grave inadempienza del Governatore stesso”.

Lo ha annunciato il Capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara Marcello Antonelli.

“Il processo di istituzione della Nuova Pescara, che dovrebbe nascere dalla fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, comincia già a caratterizzarsi per mancanze, carenze procedurali e maldestri tentativi di sgambetto istituzionale – ha detto il Capogruppo Antonelli -. Da ottobre continuiamo a leggere del Progetto di legge presentato dal Governatore, ed eravamo in attesa di poter affrontare la questione in aula per l’espressione di un parere che fosse frutto di una riflessione e di un confronto collettivo. Poi però abbiamo letto dell’ultimatum inviato dal Presidente D’Alfonso ai tre sindaci, con il sollecito categorico a pronunciarsi sulla legge entro lo scorso 10 novembre, e, pur contestando la fretta, comunque attendevamo di essere coinvolti. Ovviamente non è arrivata alcuna comunicazione e allora, in sede di Conferenza dei Capigruppo, ho esplicitamente chiesto al Presidente Pagnanelli le ragioni del corto circuito. Il Presidente, su mia richiesta, ha verbalizzato la propria dichiarazione, ovvero che il Consiglio comunale di Pescara non è stato investito in alcuna maniera circa l’espressione del proprio parere preventivo sul disegno di legge. Una decisione sconcertante che viola in maniera espressa l’articolo 30 della legge regionale 44 del 2007 che disciplina i Referendum e che, al comma 3 bis, recita letteralmente che ‘L’istituzione di un nuovo Comune mediante fusione di più Comuni contigui avviene previa acquisizione dei pareri dei Consigli comunali interessati che si pronunciano in merito ai disegni di legge’. Una disposizione che evidentemente il Presidente D’Alfonso ignora o finge di ignorare visto che, effettivamente, nelle sue tre comunicazioni inerenti il progetto di legge, la prima datata 23 ottobre, la seconda 31 ottobre, la terza 16 novembre, tra i mille destinatari, ha scritto ai tre sindaci, ma non ai Consiglieri comunali, tant’è che l’incipit è sempre ‘Cari Sindaci’, indicando in maniera chiara chi ritiene siano i destinatari delle proprie missive. E infatti lo stesso sindaco ci ha trasmesso la nota solo per opportuna conoscenza, non certo per richiedere il nostro parere. A questo punto la procedura è monca, dunque impugnabile: quando il Governatore rivolge i propri duri rimbrotti ai Consigli comunali, accusandoli di voler ‘perdere tempo’ per non far giungere in porto l’iter legislativo, sta dicendo una clamorosa bugia perché i Consigli comunali interessati non sono neanche stati investiti della questione. E allora ritengo fondamentale rivolgere delle domande al Governatore D’Alfonso, innanzitutto sulla sua scelta inequivocabile di perdere tempo in riferimento al Progetto della Nuova Pescara: cos’ha fatto da giugno 2014, data del suo insediamento, a ottobre 2017? E come mai a ottobre si è improvvisamente ‘svegliato’ dando un’accelerata al disegno di legge? Noi il sospetto di cosa ci sia dietro tale strategia ce l’abbiamo, ovvero il Governatore D’Alfonso ha tentato di allungare il più possibile il brodo perché non voleva la ‘Nuova Pescara’. Non riuscendo però più a bloccare il processo, ha deciso di giocarsi le ultime cartucce: da un lato, sapendo che nel 2019 perderà le elezioni amministrative a Pescara, oltre che a Montesilvano, sta tentando di usare l’arma della costituzione della nuova città per mischiare le carte, arrivare a quell’appuntamento elettorale dopo aver commissariato il Comune di Pescara, facendo sciogliere il Consiglio con quattro o cinque mesi d’anticipo, e sperando di poter utilizzare quei 130 giorni per far dimenticare ai pescaresi l’immane disastro dell’amministrazione Alessandrini, convinto com’è che, con il contributo di Spoltore, riuscirà a riacquistare consensi per non perdere le città della costa. Dall’altro lato ha tirato fuori la carta di riserva e – ha proseguito il Capogruppo Antonelli - ha cominciato a portarsi dietro, in ogni occasione, quello che per D’Alfonso sarebbe il candidato ideale alla carica di sindaco, il rettore di Teramo Luciano D’Amico, ma al centro-destra poco importa chi sarà l’agnello sacrificale del Pd, comunque destinato al tonfo. Oggi ci interessa la grave scorrettezza istituzionale registrata da parte del Presidente della Regione, nella sua veste ufficiale, al quale suggeriamo di rileggere le disposizioni della legge 44 del 2007 e di rispettare quelle disposizioni, deve chiedere il parere non solo ai sindaci, ma anche e soprattutto ai Consigli comunali. Ci pare fin troppo evidente che, dopo aver perso tre anni preziosi di tempo, il Governatore sta evidentemente studiando nuovi éscamotage per continuare a palleggiare sul tema, ma a questo punto saremo noi a passare la palla al Consiglio regionale, il quale verrà informato della vicenda e dovrà assumere una posizione nei confronti del Governatore d’Abruzzo”.

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