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Discarica abusiva in via D'Ascanio, Rapposelli: "Chiediamo la bonifica della zona"

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“Un bel tavolo da cucina completo di sedie, tapparelle in legno, cassetti, imposte di un armadio in truciolato, cassette per la frutta e bidoni di vernice di vario colore. E’ il benvenuto odierno ai passanti di via D’Ascanio, nel rione Porta Nuova, a due passi dallo stadio ‘Adriatico-Cornacchia’ e dal Parco ex Caserma Cocco, per l’ennesima volta trasformata in una discarica da giorni. Colpa dei cittadini incivili, ma soprattutto di un’assessore alla Nettezza urbana completamente inesistente su Pescara, Paola Marchegiani, che dopo aver passato cinque anni all’opposizione a menare fendenti, è diventata invisibile non appena assunta la carica di assessore. Vergognosa la sua gestione della città, divenuta una latrina, vergognosi i tagli effettuati ai danni della Attiva che evidentemente non riesce più a garantire i servizi minimi per la manutenzione del territorio. E i cittadini che pagano le tasse più salate d’Abruzzo, sono costretti a un buongiorno indegno. Ovviamente chiediamo l’immediato intervento di bonifica da parte della Attiva, ma soprattutto chiederemo di acquisire i piani di servizio e di operatività della società municipalizzata perché che oggi, dopo due anni di governo Alessandrini, Pescara sia sporca è un dato tangibile e innegabile”.

Lo ha detto il consigliere comunale di Forza Italia Fabrizio Rapposelli che stamane, contattato dai residenti di via D’Ascanio, ha fotografato lo scempio.

“Costringere decine di famiglie a vivere in simili condizioni, con i cassonetti strapieni e maleodoranti, e una discarica di ingombranti sotto i balconi, è indecente oltre che indegno di un paese civile – ha sottolineato il consigliere Rapposelli -. E purtroppo non è la prima volta che siamo costretti a denunciare un simile degrado, dopo aver trascorso l’estate intera tra le aiuole-foresta, habitat ideale di insetti e topi, e marciapiedi impraticabili. Sono mesi che i cittadini segnalano l’utilizzo dell’isola ecologica della strada come discarica, un’area sufficientemente ampia, grazie alla larghezza naturale della carreggiata carrabile, in cui viene abbandonato ogni genere di materiale ingombrante, che ovviamente viene lasciato sul posto a marcire per giorni e giorni, nonostante le quotidiane chiamate ai centralini della Attiva e della segreteria del sindaco Alessandrini. E da giorni, di nuovo, quei cittadini sono costretti a fare i conti con l’ennesima indecenza: accanto ai cassonetti dell’isola ecologica c’è praticamente l’arredo di un’intera cucina abbandonato, tavolo, sedie, imposte degli armadi, smontate e accatastate, con i relativi cassetti, addirittura le tapparelle in legno, e poi cassette di frutta, bidoni di vernice, lasciati evidentemente da qualche incivile che avrà imbiancato casa e cambiato arredi, e che ha ben pensato di gettare il materiale di risulta per strada. Ma è impossibile tacere l’indifferenza e l’inerzia di chi è deputato alla manutenzione della città, garantendone la pulizia e il mantenimento delle condizioni igienico-sanitarie adeguate, a partire dall’assessore-fantasma Paola Marchegiani, responsabile della delega, e che, se dopo due anni non è stata in grado neanche di organizzare la gestione del ritiro ingombranti, anche in situazioni di emergenza, ha il dovere di dimettersi e lasciare spazio a chi è più capace di lei, come qualcuno degli ex precari della Attiva che dal 9 gennaio 2016 vivono accampati sotto il Comune e che sicuramente sarebbero in grado di evitare una simile vergogna.

Ed è sempre alla Marchegiani che fa comunque capo la responsabilità del mancato intervento della Attiva per la bonifica di quella immondizia. Oggi chiediamo l’immediata rimozione di tutti i rifiuti ingombranti abbandonati, ma soprattutto – ha aggiunto il consigliere Rapposelli – lunedì presenterò un’istanza formale per capire le ragioni dei tanti disservizi che da due anni stiamo registrando nel settore della nettezza urbana: vogliamo conoscere il bilancio della società a oggi; l’entità dei tagli finanziari effettuati dal Comune e le loro ripercussioni in termini di operatività; il personale, in termini numerici, in servizio durante l’anno e, in particolare, durante il periodo estivo; le difficoltà nel monitoraggio del territorio e nella immediata rimozione degli ingombranti abbandonati abusivamente e soprattutto quali misure intenda adottare l’assessore-fantasma Marchegiani per garantire il controllo delle aree più a rischio rifiuti della città, compresa l’eventuale adozione dei sistemi di videosorveglianza”.

 

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