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#DontTouchMySchengen: anche le piazze "virtuali" difendono l'Europa

A coordinare la manifestazione è un giovane di Montesilvano

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Una settimana, la prima di febbraio, di mobilitazione in tutta Europa a difesa della libera circolazione delle persone, organizzata da Young European Federalists (JEF-Europe), un'organizzazione che riunisce oltre 30'000 persone in tutta Europa che si battono per un'Europa sempre più unita e democratica.

 

La mobilitazione, che prevede la diffusione di messaggi sulle reti sociali sotto l'hashtag #DontTouchMySchengen nonché manifestazioni di piazza che si terranno in oltre 20 città europee, è coordinata da Jacopo Barbati, 27enne montesilvanese, membro del direttivo europeo di JEF-Europe dall'ottobre scorso.

 

«È illogico sospendere l'accordo di Schengen, uno dei risultati più tangibili dell'UE e uno dei pochi che possa concorrere alla formazione di una "identità europea", se il problema è dovuto all'enorme flusso di rifugiati - dichiara Barbati - poiché quello è un problema riguardante le frontiere esterne dell'UE, mentre Schengen regola quelle interne. L'unico modo che l'Unione ha di superare questa crisi è quello di dotarsi di politiche uniche sulla protezione delle frontiere esterne, sui richiedenti asilo, sull'immigrazione e in generale sulla politica estera e di difesa. Ma affinché ciò possa accadere, è fondamentale che gli Stati membri siano disposti a cedere sovranità e a superare il metodo intergovernativo del Consiglio.», conclude Barbati.

 

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