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La grande guerra: una svolta nella storia

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Associazioni | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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8 giugno, nella Sala Tinozzi della Provincia di Pescara, si è tenuto un Convegno per parlare della Grande Guerra e della storia e anche delle storie che con essa vanno ricordate.

Il Convegno è stato organizzato dall’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alla Reali Tombe del Pantheon, in collaborazione con l’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti decorati al Valore Militare.

La Sala Tinozzi, della Provincia di Pescara, era gremita di persone che hanno voluto essere presenti e partecipare, nonostante il forte temporale pomeridiano.

I lavori sono stati condotti dal tenente Camillo Savini, Delegato Provinciale Istituto Nazionale per la Guardia D’onore alle Reali Tombe del Pantheon, e sono stati aperti con l’Inno d’Italia cantato dal Coro Madonna del Carmelo diretto dal Maestro Gianfranco Onesti accompagnato al piano dal Maestro Gianni Scannella.

Il Presidente della Provincia di Pescara. Antonio Di Marco, ha salutato le persone presenti ricordando che bisogna rinvigorire la memoria. La Guardia Nazionale e l’Istituto Nastro Azzurro sono una realtà, ha detto Di Marco, che continuano a mantenere vivo l’interesse e la memoria della vicenda storica oggetto del Convegno.

Ha preso la parola il Capitano di Vascello dott. Ugo D’Atri, ex comandante della Capitaneria di Porto Pescara, attualmente Presidente Nazionale delle Guardie d’Onore.

Lunga e dettagliato è stata la relazione del dott. D’Atri che ha percorso, con dovizia di particolari, le guerre d’indipendenza le loro origini e la loro conclusione.

Un giusto è commovente intermezzo è stato fatto ad opera del Coro Madonna del Carmelo, presente, che ha cantato brani fortemente patriottici come: la leggenda del Piave, il Testamento del Capitano, Va Pensiero e il Signore delle Cime. Grande interesse ed emozione ha suscitato il brano letto, durante il canto Il Signore delle Cime, da Giorgio Ciampoli da uno scritto di Vittorina Castellano, e la lettera scritta dal fronte, letta da Carmine Salvatore, nipote di un soldato, Gabriele, che dalla trincea salutava la sorella, narrandole i sentimenti e i dolori di una guerra sanguinosa, con la fierezza di essere un italiano.

Ha chiuso, la bella serata, un simpatico e accattivante generale dott. Leonardo Prizzi, già Comandante del Comando Militare Esercito Abruzzo, che ha saputo tenere alta l’attenzione dei presenti parlando di un argomento molto importante e di attualità: il valore e la capacità degli italiani nella storia e nel presente.

Grande valore bisogna dare agli italiani, ha detto Prizzi, che troppo spesso si autodenigrano e prestano il fianco a battute e commenti poco piacevoli, dimenticando che sono persone speciali, capaci di portare avanti idee e progetti che fungono, a volte, da trampolino di lancio ad altri popoli che ne raccolgono le lodi e le vittorie.

Bisogna conoscere la storia e i fatti per avere più rispetto per se stessi e per la propria Patria Italia, questo il leitmotiv che ha segnato tutto il Convegno e che ha dato ai presenti consapevolezza della storia passata e fiducia nel presente e nel futuro.

La conclusione finale è stata l’esecuzione della Marcia Reale ad opera del maestro Gianni Scannella.

Maria Luisa Abate

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